Nel cuore del nuovo sviluppo turistico internazionale di Nanji Island, al largo di Wenzhou (Zhejiang, Cina), l’Hotel Nudibranch si inserisce come landmark paesaggistico e sperimentazione architettonica sul rapporto tra suolo, mare e infrastruttura turistica. Il complesso nasce su un istmo stretto e basso, un “collo” di terra che mette in relazione due baie sabbiose, a est e a ovest, ricostruendo un paesaggio dunale che lo sviluppo edilizio precedente aveva progressivamente eroso.





Un “mollusco” sospeso sulla sabbia
Il concept formale prende esplicitamente ispirazione dai nudibranchi e da altre specie marine per cui l’isola è nota. Il volume principale del podio pubblico si configura come un corpo morbido sollevato da “zampe” strutturali, che tocca il terreno in punti selezionati e libera il suolo sottostante. La sabbia, ripristinata da costa a costa al posto delle vecchie abitazioni demolite, scorre sotto la piastra costruita e viene riattivata come grande spazio pubblico ombreggiato: un playground naturale protetto dal sole estivo grazie all’ombra dell’edificio.
Le gambe strutturali funzionano come connessioni verticali tra spiaggia e piano pubblico, dove si concentrano reception, funzioni collettive, ristoranti, bar, area SPA e piscina. Sopra questo livello si sviluppa un giardino privato pensato per gli ospiti, che lavora come filtro paesaggistico tra la dimensione pubblica e le unità alberghiere.
Le camere sono organizzate in due volumi vetrati a forma di conchiglia, disposti lungo l’asse est–ovest per massimizzare le viste verso il mare e permettere agli ospiti di godere sia dell’alba che del tramonto. L’insieme costruisce un’immagine iconica: l’hotel come un nudibranco adagiato sulla baia, che sfuma i confini tra architettura e suolo.
Masterplan orizzontale e continuità del paesaggio
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è la scelta di impostare i “confini” dell’hotel in senso orizzontale, più che tramite i tradizionali limiti di lotto. Il piano pubblico si estende in più direzioni, seguendo la viabilità esistente e adattandosi alla topografia: la strada attraversa il corpo di fabbrica, abbraccia la baia ovest, si apre verso la baia est e curva dolcemente per raccordarsi al rilievo verso nord.
La copertura del podio non è un semplice tetto ma un sistema di roof garden, articolato in piccole colline che emergono dal piano pubblico e salgono verso il livello superiore. Questi rilievi generano continuità visiva e percorsi diagonali, portando luce naturale in profondità e rafforzando la percezione di un paesaggio costruito piuttosto che di un volume monolitico.
Strategie ecologiche integrate
L’impianto architettonico è guidato da un approccio dichiaratamente ecologico, che parte dal ripristino del sito: restituzione della continuità sabbiosa tra le due baie, riduzione dell’impermeabilizzazione del suolo e uso dell’ombra dell’edificio come “climatizzazione passiva” degli spazi pubblici esterni, evitando l’uso di aria condizionata in gran parte dell’area all’aperto.
Sul tetto del piano pubblico sono integrati sistemi di raccolta dell’acqua piovana, destinata agli usi di grey-water. I volumi delle camere sono rivestiti da una doppia pelle vetrata che favorisce la ventilazione naturale, riducendo il carico energetico per il raffrescamento. A livello impiantistico, il progetto prevede inoltre un sistema biologico di trattamento dei rifiuti in grado di generare energia, senza ricorrere all’incenerimento.
L’architettura non si limita quindi a “ospitare” la natura come immagine, ma utilizza la forma organica per attivare dispositivi ambientali: ombra, ventilazione, raccolta idrica, integrazione del ciclo dei rifiuti.
Parametrico e controllo delle prestazioni
Fin dalle prime fasi, il progetto è stato sviluppato attraverso strumenti di progettazione parametrica. La geometria del piano pubblico deriva da simulazioni sui flussi di traffico, sulle connessioni tra montagna e spiaggia e sugli orientamenti del sito, per ottimizzare percorsi, affacci e relazioni funzionali.
Anche la “pelle” vetrata delle conchiglie è stata oggetto di una penalizzazione parametrica: la suddivisione in pannelli è stata studiata per ridurre la riflessione diretta al sole e, al tempo stesso, minimizzare l’impatto visivo del grande volume nel contesto paesaggistico.
Con il suo impianto organico, le scelte tecnologiche a basso impatto e l’uso spinto degli strumenti digitali, l’Hotel Nudibranch si propone come nuova icona dell’ambizioso piano di sviluppo di Nanji Island: non solo struttura ricettiva, ma dispositivo paesaggistico che amplifica l’esperienza del mare e rende la sostenibilità parte integrante del linguaggio architettonico.

