Piano Piano si conclude l’auditorium

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un nuova “fabbrica di San Pietro” a Roma

di Claudio Compagnucci

Roma “Caput Mundi”. Roma capitale del cristianesimo da oltre mille anni. Roma capitale d’Italia. Roma è insieme a Firenze la città più visitata in Italia dai turisti. Turisti che arrivano da ogni parte del mondo curiosi di rivivere i fasti dell’umanità di oltre 2000 anni fa’. E Roma “imperterrita” continua a offrirglieli come ha sempre fatto. Sono 2 secoli che la capitale è sempre rimasta uguale a se stessa. Talmente uguale che i turisti americani, e forse ancor più quelli giapponesi, iniziano a domandarsi se valga la pena ritornare a Roma ancora un’altra volta. E’ ormai un discorso fatto e rifatto, ma non bisogna mai arrendersi. Nel business della cultura e dell’arte, la capitale ha più risorse di ogni altra città ma a fatica riesce a metterle in evidenza adeguatamente. Purtroppo la nostra Italia, si sa, va a rilento in certe cose. E non a caso la nostra legislazione urbanistica risale agli anni ’50-’60. Qual è il ruolo di Roma rispetto alla cultura in Europa?. La capitale può reggere il confronto con le politiche culturali attuate da Parigi, Londra, Berlino? La risposta sembra ovvia, ma la tendenza se non sta invertendo la rotta ha almeno deviato dalla strada che aveva preso. Concorsi e gare a inviti tra i migliori architetti del mondo si stanno susseguendo e alcuni risultati già si intravedono… Penso a Richard Meier incaricato del restauro dell’Ara Pacis e della costruzione della parrocchia di Tor Tre Teste al Casilino, penso a Zaha Hadid e il progetto per Via Guido Reni, penso a Massimiliano Fuksas cha ha vinto il concorso per un palazzo per congressi all’EUR, e ultimo ma precedente ai sopracitati in ordine di tempo l’Auditorium di Roma di Renzo Piano. Varie sno state le vicissitudini che hanno portato l’architetto genovese a dover interrompere i lavori più di una volta. Ma ora se si passa per la sopraelevata di Corso Francia si comincia a intravedere una grande scalinata in cemento armato che tra poco sarà ricoperta di poltroncine rosse occupate da centinaia di persone. L’auditorium sembra aver ricominciato a crescere a ritmo incessante dopo essersi modificato più di una volta per far posto alle costruzioni romane che hanno preteso di essere lasciate intatte seppur “recintate” dal nuovo edificio.

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