Chiesa dei Santi Giacomo Ap. e Cristoforo

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L’antica chiesa di un piccolo paese come giavera del montello conserva al proprio interno , oltre alla sacralità del luogo anche la maggior parte dei riferimenti e dei ricordi che emozionano la mente dei più anziani. La posizione leggermente rialzata rispetto al piano di campagna del paese oltre che far diventare l’edificio un vero e proprio punto di riferimento visivo, geografico e spirituale, dona a questo oggetto quelle caratteristiche di protezione e salvaguardia che assicurano ai credenti un più tranquillo passar del tempo.
Importantissimo il restauro iniziato nel 2006 perché l’antica chiesa risultava chiusa per inagibilità da almeno 3 anni.
La chiesa come appare oggi è frutto, come di consueto per queste strutture, di molti rimaneggiamenti lungo l’arco della propria vita che in questo caso inizia, come desunto da alcune testimonianze scritte, attorno la fine del 1200. Solo dopo la metà del 1700 e definitivamente dopo la prima guerra mondiale si raggiunge però la forma e le caratteristiche che la fanno così come oggi la si vede.
Il progetto di restauro, proseguimento del lavoro iniziato e subito interrotto negli anni novanta, iniziato dal 2005 formalizzato nel 2006 e svolto nel 2007 ha visto concretamente svolgersi l’iter teorico di un restauro conservativo completo e ha visto coinvolti progettista, soprintendenza e committenza nell’unico intento possibile,cioè quello di riportare alla luce l’antico splendore che questa chiesa conservava al proprio interno e che teneva celato sotto gli innumerevoli rimaneggiamenti .
Tutta la fabbrica è stata coinvolta e in tutte le proprie parti: interno, esterno, torre campanaria.
I degradi visibili e i degradi desunti dallo studio dei risultati delle analisi preliminari (termografie e stratigrafie), hanno evidenziato alcuni problemi statici soprattutto nel soffitto e innumerevoli parti degradate e decorse dovute allo stato di abbandono in cui la chiesa riversava.

Dalla relazione tecnica di progetto:
…” PROSPETTO SUD: Stato di conservazione – Lo stato di conservazione di questo prospetto risulta buono, la finitura a calce che lo costituisce risale agli anni cinquanta del secolo precedente, eseguita dopo il secondo conflitto bellico mondiale. Non presenta grossi deterioramenti, sono presenti delle macchie nella parte bassa del prospetto dovute alla lieve umidità di risalita e alla concentrazione dei sali , due crepe una delle quali più evidente, con andamento verticale che partono dai vertici del portone principale e salgono fino alla lunetta soprastante. Ad una prima analisi risultano alcuni lievi segni di decoesione dell’intonaco dal supporto, comunque in minima percentuale rispetto all’intera area. Le cornici del timpano, di recente ridipintura sono interessate in larga parte dal distacco dell’ultimo strato di color grigio.
Intervento – Per quanto riguarda le parti ridipinte grigi (basamenti lesene e cornici timpano) è prevista la descialbatura fino al raggiungimento dello strato sottostante coetaneo della finitura a calce visibile in tutto il prospetto, il consolidamento del materiale riportato mediante una definitiva velatura .
L’intera facciata necessita di lievi interventi di consolidamento mediante iniezioni di materiale naturale volto alla riadesione dell’intonaco alla struttura portante e necessita poi di un consolidamento superficiale totale mediante una velatura a base di calce la quale interverrà anche sulla questione cromatica con l’intento di uniformare l’attuale facciata al resto della fabbrica. Particolare attenzioni durante queste operazione in questa facciata sarà prestata ai decori dipinti che si trovano all’interno del timpano, alla raffigurazione pittorica di Gesù all’interno della lunetta (finestra tamponata) e all’iscrizione pittorica che sovrasta il portale principale d’accesso; attenzione che porterà all’eventuale ripristino delle parti mancanti di elementi pittorico, alla pulitura delle parte dipinte mediante degli impacchi e al conseguente consolidamento superficiale.”

…..” SOFFITTO: Stato di conservazione- L’intervento di consolidamento di dieci anni fa , avvenuto mediante abbondante utilizzo di resine acriliche colate dall’estradosso (sottotetto) per il raggiungimento di uno stato di solidità generale dello strato di intonaco che controsoffitta la chiesa, ha , come di consueto, lasciato vistosi segni di resina eccedente che , fuoriuscita dalle crepe esistenti e non sigillate, ancora deturpano la vista dell’affascinate volta. L’intervento di allora non aveva in previsione la pulitura dell’intera superficie. Anche le aree subito esterne al cornicione, e il cornicione stesso (cemento e gesso), che al centro del soffitto inquadra il dipinto risalente ai primi anni del novecento, portano con se evidenti ancora i segni del cedimento strutturale che caratterizzò la scintilla che fece poi partire il lavoro di risanamento strutturale di allora. Notevoli sono le crepe dovute al distacco dell’intonaco dal tipico supporto ligneo e dal distacco del corpo della cornice dall’intonaco, presumibilmente però parzialmente fissati staticamente dall’abbondante resina di cui sopra.
Le decorazioni a stucco, parzialmente originali, che arricchiscono il soffitto hanno uno stato di conservazione buono; si può notare un notevole degrado mirato solo nel punto in cui , sempre per cause scatenanti l’intervento di dieci anni fa , questi furono a contatto con acqua infiltratasi dal soprastante tetto malconcio.
I dipinti, sia quello centrale (tempera) che la simbologia religiosa rappresentata nella volta a crociera che ricopre il presbiterio , sono in buono stato di conservazione, e non presentano danni visibili da deterioramento o distacco.
Intervento – Si prevede, dopo l’adeguata serie di stratigrafie eseguite nei punti notevoli della struttura, il completo descialbo dell’area fino al raggiungimento degli strati originari di lisciatura a calce (in accordo con la soprintendenza ),che dalle prime analisi svolte, presentano delle cromie interessanti. Questo, seguito da un’adeguato restauro della nuova superficie venuta alla luce, tramite costipamenti, consolidamenti nei punti in cui è presumibile un inizio di distacco dal supporto (iniezione a base di calce), e lisciatura finale , seguendo le tecniche originarie e utilizzando materiali naturali, elimina direttamente l’operazione di pulizia dalle colate della resina preesistente.
Gli stucchi, una volta descialbati e riportato alla luce l’originale impasto verranno consolidati se necessario sia tramite l’utilizzo di perni che tramite l’utilizzo di consolidanti superficiali. Rifiniti poi con una lisciatura che ne aumenterà il valore percettivo della loro forma, non è prevista la risagomatura e il ripristino delle parti eventualmente mancanti. Stesso trattamento di restauro per il cornicione centrale, il quale verrà ancorato tramite perni alla struttura soprastante, raggiungendo quando possibile anche la struttura lignea di sostegno al controsoffitto. I perni sono in vetroresina, materiale immodificabile nel tempo e saranno inseriti a coppie su appositi fori con un’inclinazione particolare; le parti verranno saldate tra di loro tramite l’iniezione a pressione controllata di un legante, ove possibile naturale o all’occorrenza addittivato. Il restauro prevede poi la colmatura e risagomatura delle eventuali parti mancanti e delle lesioni dovute alla lavorazione; il completo di scialbo della cornice e dei decori, il loro restauro e la stesura in tutte le parti di una lisciatura di finitura. È prevista la doratura delle parti che risulteranno essere state dorate.
I dipinti saranno prima puliti tramite l’utilizzo di impacchi volti all’eliminazione delle patine superficiali, poi saranno ripristinate le parti pittoriche mancanti e in fine verranno consolidati superficialmente.

Il lavoro di cantiere è iniziato alla fine del 2006 e si è concluso alla fine del 2007, durante questo periodo il continuo confronto tra maestranze, committenza, soprintendenza e DD.LL. ha consentito lo studio approfondito di alcune problematiche e l’adozione di scelte che si sono rivelate positive e vincenti quando sotto l’occhio di tutta la comunità l’antica chiesa, ora rinnovata, ha di nuovo mostrato il proprio splendore.

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