Alessandro Anselmi

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Piano Superficie Progetto

di Claudio Compagnucci

Nel panorama romano dell’architettura una delle figure più “internazionali” è Alessandro Anselmi. Un personaggio di spicco che certamente non necessita alcuna presentazione. Uno dei padri fondatori del G.R.A.U. (Gruppo Romano Architetti Urbanisti) attivissimo in passato nell’ambito nazionale, la cui “missione” si può riassumere (in modo poco dettagliato) nella volonta di rinnovamento dell’architettura accademica degli anni ’60. Il riferimento per quel gruppo, in quegli anni non poteva che essere Louis Khan. Negli oltre quarant’anni di carriera, Anselmi si è saputo rinnovare. Il suo è stato uno sviluppo costante e coerente dei suoi principi, che negli anni non ha mai rinnegato. L’arricchirsi di nuove esperienze e la progressione delle sue ideologie lo portano a rinnovare l’interpretazione delle forme architettoniche. Passando dai geometrismi puri degli anni del GRAU allo sviluppo delle superfici nello spazio quali contenitori del “tema” architettonico, in epoca attuale. Cubi, piramidi, sfere e cilindri, forme autonome e geometricamente semplici, primitive, cominciano a scoparire sotto le superfici che li avvolgono, per ripresentarsi sporadicamente, affacciandosi timidamente tra le pieghe, i piani orizzontali, verticali e obliqui. Nalla mostra tutto questo è esposto in modo chiaro, in un percorso a ritroso che parte dalle ultime opere realizzate agli anni d’oro dei progetti post-laurea. Dal GRAU al nuovo Municipio di Fiumicino. Attraverso gli schizzi pre-progettuali fino ai plastici, senza tralasciare gli splendidi disegni su carta con pastelli. L’allestimento, curato personalmente dall’architetto romano, è uno spaccato della ricerca progettuale di Anselmi, che tramite il semplice utilizzo di superfici ricurve crea spazi emozionali, interessanti e particolari. Caratterizzato da una struttura zoomorfa, che si ispira con tutta probabilità alle forme di un drago, lo spazio della mostra non è pensato come un percorso prestabilito. Il visitatore ha la possibilita di passare tra gli spazi lasciati liberi nel dorso del “drago” per scoprire altri ambienti o addirittura scoprire in modo del tutto autonomo installazioni che sembrano volutamente nascoste. Questo modo di concepire la prima parte della mostra mostra si contrappone evidentemente a quello che viene chiamato, dallo stesso Anselmi, lo spazio della memoria, o meglio in “recinto”. E quì il concetto è totalmente inverso. Ora ci troviamo ad affrontare lo spazio che deriva dai ricordi del percorso formativo effettuato dall’architetto, il che implica un percorso obbligato seppur molto tortuoso come la memoria stessa di ognuno di noi. La mostra sarà aperta dal 13 marzo all’16 maggio 2004, presso gli spazi espositivi del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Via Guido Reni, 8-10 Orari di visita: tutti i giorni dalle 11,00 alle 19,00 chiuso il Lunedì, ingresso gratuito. www.darc.beniculturali.it

La Redazione
Architettare.it è un Vortal dedicato ad architettura, design e lifestyle. Nasce nel 2000, come blog di studenti dell’Università di Architettura di Roma La Sapienza. Pubblica il primo articolo nell’Ottobre dello stesso anno e dalla data di fondazione ha ricevuto diversi apprezzamenti dalla critica e dal pubblico, tanto da essere uno dei siti più apprezzati e longevi del settore.
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