Homeless > a living box

Il 2004-06-25 00:00:00

Di Istituto Quasar
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incontro tra città e creatività. ISOLA TIBERINA 7/7alle7 p.m. L’Istituto Quasar, Design University, di Roma, insieme all’International Design Academy di Okinawa (Giappone), ha affrontato quest’anno il tema dell’invenzione di uno spazio di vita per un “committente speciale”: l’ “homeless”. Nella consapevolezza dell’impossibilità di risolvere i gravi problemi che affliggono i barboni e della complessità del tema trattato, questo workshop ha voluto apportare un contributo semplice e fattivo all’interno di uno scomodo e ben più vasto fenomeno sociale, reinterpretando così il ruolo stesso della progettazione, sensibile e rispettosa delle necessità dei “meno” e non condizionata da una richiesta di mercato. La possibilità di disegnare un involucro per i senza fissa dimora è stato, infatti, per i giovani designers, uno stimolo a guardare con un forte senso positivo questo mondo diverso, con la speranza di far emergere soprattutto il valore della sua straordinaria utopia; traendo, inoltre, da questi temi scomodi, insegnamenti importanti per contrastare quel vuoto di intenzioni e di idee che spesso caratterizza molte aspirazioni formali e senza prospettive reali, interessate spesso a un esagerato desiderio di apparire. Nomadismo, erranza, libertà, bisogno di protezione sono le linee guida seguite dai giovani designers durante questo workshop, finalizzato all’elaborazione di alcune soluzioni di uno spazio di vita per i senzatetto di tutte le città del mondo, di un “abitare” reversibile e soprattutto trasportabile per non eludere il primario principio della libertà di fruizione dello spazio pubblico dei clochards, per i quali “dormire” è uno dei momenti peggiori della vita quotidiana, uno dei più pericolosi (per la salute e per l’incolumità) ed insieme uno dei più difficili da conquistare. Sono stati particolarmente curati gli aspetti tecnici: impermeabilizzazione, resistenza all’uso e trasformabilità semplice e veloce dell’involucro. Un particolare captatore di luce solare offre agli abitatori dei living box alcune ore di luminosità all’interno degli stessi, senza dover ricorrere così all’accensione di pericolose e costose candele. Architettura, dunque, trasformabile, dal bidimensionale al tridimensionale, ma anche studio sulle energie comportamentali di queste figure erranti. I risultati didattici e la loro prototipazione saranno oggetto di un incontro, che si svolgerà a Roma, il prossimo 7 luglio alle 19, all’interno della manifestazione L’Isola del Cinema, con Associazioni, Intellettuali, Istituzioni e Aziende di produzione, durante il quale saranno presentati i prototipi, modelli al vero, maquettes, disegni e video con interviste e animazione dei progetti stessi in iperrealtà. L’Istituto Quasar, attraverso l’Associazione Culturale APH (Associazione Progettisti dell’Habitat), avrà il piacere di donare i risultati progettuali del workshop alla “Caritas” e alla Comunità di S. Egidio che cureranno la distribuzione ai diretti interessati dei “living box” prodotti grazie alla generosità di note aziende pubbliche e private.

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