UNA Architettura

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Autore:  Paolo Luccioni

Prezzo: € 10,00

Editore:
Casa Editrice Libria
Italia
edito il 2003

Questa monografia presenta l’opera di Paolo Luccioni. Il titolo è chiaro: UNA Architettura. Nella fattispecie una riqualificazione urbana.

Questa monografia presenta l’opera di Paolo Luccioni. Il titolo è chiaro: UNA Architettura. Nella fattispecie una riqualificazione urbana che comprende la demolizione di un manufatto, e la ricostruzione di un edificio a scopo residenziale, commerciale e direzionale. Il tutto sarebbe dovuto essere riunito da una piazza coperta. Ad introdurre il volume vi è Alessandro Anselmi, il quale introduce alla lettura con una riflessione sullo stato dell’architettura attuale. In linea con i personaggi più autorevoli della critica architettonica, l’Anselmi non si esime dal sottolineare lo stato di crisi di quest’arte che in Italia, più che altrove, meglio riesce a farsi sentire. Tra le parole più significative abbiamo scelto questi passi: “Il sole è sparito dalle immagini dell’architettura, almeno da quelle che vengono pubblicate sulle riviste di settore. Sembra sia scesa una notte eterna o anche che quegli edifici siano stati concepiti per uno spazio siderale dove la luce perde ogni familiarità atmosferica e diventa tagliente, fredda, lontanissima. Questi edifici appaiono dunque come astronavi […]oggetti di lusso, i quali piuttosto che conformarsi al luogo sembra che abbiano trascinato da mondi lontani un loro specifico luogo alieno ed estraneo… […] Fa dunque piacere incontrare un architetto che cerca in qualche modo di sfuggire alle condizioni omologanti… L’edificio di Paolo Luccioni si presenta al visitatore come “innestato” nella realtà amerina, che pur nelle sue diversità tipologiche può essere ricondotta ad un unico ceppo stilistico. Il progetto dell’architetto Luccioni non si limita ad una progettazione consapevole e attenta alle necessità della “fabbrica” ma si concentra sull’integrazione, a nostro avviso completamente riuscita, con lo “spazio circostante”. Un modo di intendere architettura caro alla tradizione italiana che però non lascia inesplorato il campo dell’innovazione grazie a soluzioni tecniche ardite e ben congegnate. In definitiva un libro che presenta un’opera, come dice Anselmi, che raramente riusciremmo a vedere su una delle riviste di settore, e non perché non lo meriti, ma perché non si tratta di una di quelle architetture “minimal” che creano spazi impersonali e che poco si adattano al territorio nel quale vengono “appoggiate”.

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