Case del balilla. Architettura e fascismo

di Rinaldo Capomolla, Marco Mulazzani, Rosalia Vittorini e Emilio Gentile.
Editore Electa
Stampato a Roma, 2008
90,00
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Il volume edito da Electa nella collana Architetti moderni presenta l’esperienza architettonica maturata all’interno dell’Opera Balilla che, in poco meno di un decennio, tra gli anni ‘20 e ‘30 del Novecento, si è concretizzata nella realizzazione del complesso del Foro Mussolini (oggi Foro Italico) a Roma e in centinaia di edifici sparsi sul territorio nazionale: le case del balilla.

Il volume edito da Electa nella collana Architetti moderni presenta l’esperienza architettonica maturata all’interno dell’Opera Balilla che, in poco meno di un decennio, tra gli anni ‘20 e ‘30 del Novecento, si è concretizzata nella realizzazione del complesso del Foro Mussolini (oggi Foro Italico) a Roma e in centinaia di edifici sparsi sul territorio nazionale: le case del balilla. Si tratta di un tipo edilizio nuovo destinato a divenire il luogo deputato alla formazione dei giovani negli anni del regime fascista. Considerata inizialmente poco più che una struttura di servizio - costituita da una semplice palestra e, nelle città maggiori, attrezzata con biblioteca, cinema-teatro, piscina e campi da gioco all’aperto - la casa del balilla è oggetto, dai primi anni ‘30, di un progressivo affinamento tipologico e formale. Nei progetti e nelle realizzazioni più significative di una nuova generazione di professionisti quali quelli precedentemente citati, si possono cogliere i riflessi di una questione cruciale per le vicende dell’architettura moderna italiana tra le due guerre mondiali: la volontà di definire un canone per l’architettura del fascismo.
Il volume, che documenta per la prima volta e con materiali in grandissima parte inediti il fenomeno in tutta la sua ampiezza, comprende un articolato repertorio di oltre duecento edifici costruiti o progettati da architetti di gran nome (Enrico Del Debbio, Luigi Moretti, Francesco Mansutti, Gino Miozzo, Adalberto Libera, Mario Ridolfi, Mario Cereghini, Gaetano Minnucci, Cesare Valle) e una selezione di architetture esemplari illustrate da un cospicuo apparato iconografico originale.
Tre saggi ricostruiscono il quadro dell’attività dell’Opera analizzando la vicenda edilizia nel suo complesso, le caratteristiche tecniche e tipologiche delle case e il ruolo di una committenza affatto particolare, attiva negli anni più significativi per i rapporti tra architetti italiani e regime fascista. L’introduzione, affidata allo storico Emilio Gentile, colloca l’esperienza dell’Opera balilla tra i più complessi programmi di trasformazione della società tentati dal fascismo.
Biografie degli autori
Emilio Gentile è professore ordinario di Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Roma La Sapienza.
Rinaldo Capomolla è professore associato di Architettura tecnica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma Tor Vergata.
Marco Mulazzani è professore associato di Storia dell’Architettura presso la Facoltà di Architettura di Ferrara. Dal 1997 è redattore di Casabella.
Rosalia Vittorini è professore associato di Tecnologia degli elementi costruttivi presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma Tor Vergata.
Sommario
L’Opera nazionale balilla: il “più gigantesco esperimento di educazione di Stato che la storia ricordi” Emilio Gentile
Costruire per educare: le case del balilla Rosalia Vittorini
La costruzione delle case del balilla e l’edilizia nell’Italia fascista Rinaldo Capomolla
L’architettura per la gioventù: forme e tipi Marco Mulazzani
Atlante
Regesto
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