Non sorprenderti. È immaginazione.

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A pochi km a Nord di Millmerran si estende una delle farm più bizzarre che il Queensland abbia mai ospitato.

Delimitata dalla nota ‘rabbit proof fence’ barriera costruita nel 1907 per evitare che i numerosi conigli rovinassero i raccolti.

Parliamo di oltre 500 ettari non svenduti alle famose piantagioni australiane ma ancora selvaggi. È la proprietà di Phill, un orologiaio senza tempo di sessanta anni, trasferitosi in campagna dopo anni vissuti nella cittadina di Toowoomba. In questa autentica atmosfera agreste sorge la sua casa, costruita con le sue stesse mani, dove i cliché non possono entrare ma dove ogni ospite e ogni vizio sono sempre i benvenuti! La struttura esternamente, definita da lui stesso in ‘queenslan style’ non attira particolarmente l’attenzione. È quasi interamente realizzata in legno verniciato bianco e presenta influssi anglosassoni come il distaccamento dal terreno e il tetto a falda.

La meraviglia si rivela entrando. Inizia con il pavimento, in legno scricchiolante, che ricorda l’home made dei film western; l’ingresso e l’immediata cucina sono ricchi di curiosi dettagli e di vecchi, quanto fedeli, orologi a cucù che suonano ogni ora e che tappezzano anche le pareti colorate del soggiorno.

È un mix di stranezze per ogni gusto e senso.

Ogni vano ha il suo colore predominate e inaspettati materiali di rivestimento. Giochi di lamiere ondulate proteggono l’angolo del camino di una delle tre living room e prendono il posto delle classiche mattonelle di ceramica smaltate nel bagno, fondendosi con i decori. Dalla parete del bagno sembra fuoriuscire una sedia di legno sul cui schienale è possibile poggiare vestiti e teli.

La camera da letto della figlia è piena di rane, l’animale preferito della ragazza. Il  saloncino sul quale si affacciano le camere da letto dei figli sembra essere un trofeo di caccia, il secondo, invece, ha angoli nascosti dove, il padrone di casa pratica uno dei suoi hobby principali: il modellismo.

Uscendo in giardino, quello che ti aspetta supera ogni immaginazione, Phill ha costruito una doccia/cabina telefonica inglese per le giornate più afose, con tanto di poggia-teli e di vaso per fiori improvvisato in una carriola.

Ma la vera goliardia si trova di fronte alla casa: una dependance adibita a sala giochi! È il sogno di chiunque, ma la differenza tra chi si ferma al desiderio e Phill, è che lui materializza tutto ciò che sogna! Si tratta di un open space con: un angolo barbecue arricchito da un lungo tavolo di legno per almeno una dozzina di persone, illuminato da un lampadario di cristallo in stile rinascimentale, recuperato chissà dove; un piano bar con bicchieri di ogni dimensione e genere; un lavello; un apparentemente banale tavolino da tè, su cui Phill ha installato uno schermo di un videogame con pulsanti e manopole; un tavolo da biliardo e mille altre attrazioni divertenti ed esclusive.

In ‘giardino’ non possono mancare i pets! Infatti, Phill non possiede semplicemente due cani, ma anche due capre, un cavallo, due pappagalli bianchi in un’enorme voliera, un cucciolo di lama regalato da un amico sud americano e decine di famiglie di canguri selvatici per tutta la sua proprietà.

Il simpatico orologiaio aspetta anche te per una grigliata di agnello preparata da lui in persona, un’escursione in quod e una passeggiata notturna con la sua jeep vintage!

A prescindere dall’emisfero nel quale ci troviamo, non siamo esseri nati per vivere in ordinate scatole di cemento tutte uguali; con rispetto e sensibilità, dobbiamo pretendere dagli ambienti che ci ospitano, spazi e oggetti su misura per noi!

 
 
2 Responses to "Non sorprenderti. È immaginazione."
  1. Michela Trevissoi ha detto:

    Grazie Roberto! Grazie di cuore! Complimenti artistici fatti da te valgono il doppio!

  2. Roberto ha detto:

    Complimenti, una descrizione minuziosa e accurata della casa e quindi della personalità di Phill; uno sguardo curioso verso una realtà sicuramente diversa da quella a cui siamo abituati. La vera sfida per ogni architetto credo sia proprio quella di interpretare i bisogni del cliente anche quando sono espressi in maniera poco chiara, non forzare quindi con la propria personalità la sua immaginazione. E’ sempre una questione di equilibrio come un regista che deve -anche- accontentare il suo pubblico e mai seguire solo le sue visioni.

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