Nuovo edificio polifunzionale. Rimini

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L’intero complesso che comprende il parco/parcheggio Chiabrera e il nuovo centro congressi del Gruppo Società Gas Rimini non deve essere interpretato come un’icona architettonica, un intervento che si impone sulla città promosso da un ente privato. La vera forza di questo progetto sta nella sua capacità di contribuire all’attività svolta dal piano strategico, esprimendo la volontà e la voglia di indurre dei processi di trasformazione nella città di Rimini con obiettivi comuni a quelli della pubblica amministrazione. Il complesso infatti si suddivide in due macroaree, quella pubblica del nuovo parco Chiabrera con annesso parcheggio interrato funzionale alla nuova fermata del TRC e museo dell’energia e quella semipubblica identificata dal nuovo centro congressi di SGR. Il nuovo edificio vuole essere un punto di riferimento per una nuova Rimini, non solo per le attività che si svolgeranno al suo interno ma anche per la sua architettura dichiaratamente contemporanea, espressione di una città e di una società che vuole vivere il proprio tempo con uno sguardo al futuro.
Il nuovo edificio polifunzionale è stato concepito come un sistema integrato all’attuale sede del Gruppo SGR e alle aree circostanti di futura realizzazione, quali il parcheggio, il parco, la stazione del TRC e il Museo dell’Energia nell’area pubblica di Piazzale Chiabrera.
Caratterizzato architettonicamente da due elementi distinti, la piastra orizzontale del centro congressi e la ‘lama’ verticale dell’albergo-ristorante, il complesso definisce un nuovo spazio aperto al pubblico, con una superficie di copertura che amplia il roof garden esistente, apribile sull’intorno e direttamente connessa all’area verde, e una superficie verticale verso il nuovo parco, ben visibile dalla strada, che può trasformarsi in schermo, supporto comunicativo sul fronte strada in occasione di importanti eventi ospitati nell’edificio (congressi, proiezioni, spettacoli ecc…).
Così strutturato, l’edificio si relaziona direttamente con la strada e con il nuovo parco di Piazzale Chiabrera, senza definire volumetrie incombenti, piuttosto definendo una progressione volumetrica, dal costruito della sede esistente verso l’area libera del parco. In questo modo si genera un graduale passaggio, non solo in termini di massa costruita, ma anche funzionali, in quanto dall’edificio è possibile accedere al nuovo roof garden in copertura e da questo all’area verde retrostante che apre sul parco di Piazzale Chiabrera: ciò attraverso la modellazione del fronte sud-est della piastra, che qui piega, con un’ampia gradonata, fino a toccare terra, per definire un punto di accesso sul parco in occasione di grandi eventi aperti al pubblico.
La nuova copertura si pone così come ‘nodo’ tra gli spazi sopraelevati della sede esistente, utilizzati già come sistema distributivo all’aperto, ricco di verde, e come spazio eventi, e la nuova area pubblica del Parco Chiabrera. Parte della copertura, sul fronte strada, è a giardino, per definire la continuità con il parco estendendo il verde fin sopra l’edificio, per caratterizzare ambiti differenziati di pavimentazione, arretrare rispetto al fronte i parapetti e migliorare le prestazioni energetiche della copertura.
L’area retrostante il nuovo edificio è stata riorganizzata a parcheggio all’aperto, con 30 posti auto, i cui stalli sono identificati da piani a verde, minimizzando così l’effetto ‘isola di calore’ tipico di superfici con tale destinazione d’uso.
Il centro per le attività congressuali è invece parzialmente interrato, collocato al di sotto di una piastra orizzontale, una superficie che si solleva da terra per racchiudere le sale conferenze e definire un’ampia copertura, in parte pavimentata e in parte a verde, su cui è poggiata la ‘lama’ dell’albergo.
La riorganizzazione degli interrati prevede la realizzazione di un’area benessere, collocata direttamente al di sotto del centro congressi e facilmente raggiungibile sia dall’albergo e sia dall’ampliamento del parcheggio interrato esistente. L’area è direttamente accessibile dal foyer del centro congressi in modo da essere fruibile anche da ospiti esterni, indipendentemente da altre attività.
L’area al di sotto del parcheggio auto a raso prevede l’ampliamento del parcheggio interrato privato, con 66 nuovi posti auto.
Dal punto di vista organizzativo – funzionale e morfologico, il nuovo progetto dell’area commerciale, collocata al piano terra della sede esistente, prevede la definizione di un layout chiaro e allo stesso tempo flessibile, in grado di creare diversi ambiti per una maggiore efficienza organizzativa ed un adeguato comfort ambientale e di lavoro. A tale proposito il progetto ha posto particolare attenzione non solo all’organizzazione spaziale ma anche, in maniera integrata, alla sua ‘infrastuttura’, al progetto dell’arredo, alla scelta dei materiali, alle connessioni con i sistemi tecnologici.
Pur trattandosi di un intervento caratterizzato da autonomia funzionale, architettonica e costruttiva, il nuovo edificio polifunzionale è stato concepito come un complesso integrato con le attività e gli spazi del nuovo Parco Chiabrera. Il piazzale è stato riprogettato a parco verde e percorso salute, spazio aperto che mette direttamente in connessione l’area SGR con la futura stazione Chiabrera del Trasporto Rapido Costiero (T.R.C.) prevista lungo l’asse ferroviario e i sistemi di percorso pedonale e ciclabile che portano al mare. La funzione di ‘nodo’ del parco è stata concepita non solo in ‘orizzontale’, ma anche in ‘verticale’, per connettere i percorsi che lo attraversano anche alle funzioni che si trovano al di sotto del piano di campagna, il nuovo parcheggio di interscambio e il Museo dell’Energia. Questo attraverso la realizzazione di un rain garden, una fenditura che attraversa i due livelli di parcheggio, occupata da un ampio spazio verde e piantumata con essenze autoctone, aggiungendo alla valenza funzionale (aerazione del parcheggio, collegamento verticale e sistema di raccolta delle acque) quella paesaggistica ed ambientale.
Il Museo dell’Energia è stato concepito come spazio espositivo quasi totalmente interrato, integrato nel sistema del parcheggio, collocato al di sotto di una piega del terreno che si alza il corrispondenza dell’ingresso per introdurre il visitatore al percorso espositivo sulla storia e il futuro dell’energia. Una grande vetrata apre la parte introduttiva del museo su uno dei rain garden del parcheggio. Lo spazio espositivo è suddiviso in due parti: la rampa introduttiva all’entrata e il grande spazio del piano interrato dedicato alle esposizioni multimediali.
L’edificio, attraverso i suoi due ‘dispositivi’ architettonici si caratterizza come edificio rappresentativo del Gruppo SGR secondo due modalità: la piastra si caratterizza per il contatto con l’intorno, l’apertura e la trasparenza, per la varietà di funzioni ed eventi che è in grado di ospitare, ed il blocco verticale per la sua visibilità dal parco e dalla strada, per la sua capacità di trasformarsi, grazie alla pelle esterna in lamiera stirata, in base all’incidenza della luce diurna, in una superficie compatta e, di notte in diaframma retroilluminato che svela le attività all’interno dell’edificio.

 
 

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