Lo Spazio… alle riflessioni

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Caduti dagli altari i grandi computers, che un tempo incombevano, segregati in torri d’avorio come strumenti di limitate (in tutti i sensi) conventicole, la tecnologia digitale, ed in genere elettronica, ha saputo divincolarli dai piedistalli, dove si trovavano, e ha scardinato gli attacchi che staticamente li bloccavano. Ora assistiamo alla disintegrazione lenta e continua dei piccoli circuiti. Sul pavimento della nostra complessa realtà c’è uno strato disordinato di frammenti che riempiono il nostro spazio. Pezzi di circuiti elettronici che hanno saputo fondersi per generare nuove e sorprendenti connessioni stabilendo, secondo logiche di sviluppo quasi frattale, apparati a loro volta sempre più articolati capaci motivare nuovi bisogni, soddisfacendo desideri di comunicazione. Raccontato in questo modo sembrerebbe un fenomeno, che fa pensare, per sensibile assonanza ad una delle realtà parallele tanto declamate da uno dei massimi esponenti della letteratura fantascientifica degli anni 60/80, Philip K. Dick. Soprattutto per l’allucinante susseguirsi d’eventi che sembra abbiano avuto un percorso ben studiato e scrupolosamente messo in atto nei minimi dettagli. Così non è stato. Siamo invece più vicini a ciò che profeticamente è stato scritto ne alla conquista dell’

 
 

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