GRIGIO QUASI NERO

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ARCHITETTURA POSSIBILE E ARCHITETTURA IMPOSSIBILE. Intanto dovremmo stabilire cosa si intende per buona architettura, forse il diligente compitino copiato, dell’architetto trendy, che slegato dal luogo, usa gli stampini come sulla spiaggia cercando di emulare (siamo ormai al manierismo del manierismo) forme e stili già noti ma realizzati in un contesto critico diverso?…. oppure pensare di evangelizzare il grande pubblico neofita, cercando di imporre la propria architettura come unica verità. Penso che si dovrebbe spostare l’asse della discussione generale su un piano diverso, sicuramente il panorama normativo e vincolistico di qualsiasi rango adottato dalle nostre amministrazioni che ha imposto in fase di redazione dei piani, (di tutti i piani: regolatori paesaggistici, di recupero etc. etc.) l’assioma quasi ideologico per cui architettura = speculazione = cementificazione, non ci rende la vita facile nel confronto con le stesse, ma a volte manca proprio il coraggio e la voglia di trovare la crepa nella norma che ci permetta di ottenere il massimo dal nostro progetto.

 
 

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