Barzoni Housing

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Il progetto di riqualificazione urbana di via Barzoni 11, consiste in 120 appartamenti destinati all’edilizia sociale, locali collettivi, locali commerciali e un parcheggio interrato, da realizzarsi sull’area di un insediamento esistente, composto da 60 unità immobiliari, fortemente compromesse dalla massiccia presenza di amianto nella costruzione, che non ne consente il riuso. L’area di progetto, un lotto di forma triangolare, si colloca al margine occidentale del Quartiere Mazzini, un una storica e consolidata periferia urbana milanese.
L’organizzazione articolata degli edifici nel lotto è la conseguenza di una somma di scelte prese per dare soluzioni a problemi di natura pratica, premessi dal programma e a questioni urbane e sociologiche poste implicitamente dal tema.
La snella torre di 15 piani rappresenta morfologicamente il nuovo limite del quartiere, visibile da lontano, dall’autostrada da chi proviene da sud. Ciò consente all’intervento di superare il limite angusto del lotto a favore una scala d’influenza maggiore che è quella del quartiere. Allo stesso tempo la scelta della torre è una risposta pratica al problema della mobilità degli attuali abitanti, posto dal programma. Occupando a terra una piccola e laterale porzione del lotto può essere costruita prima delle demolizioni della metà delle case esistenti; successivamente con un’organizzazione di spostamenti e rotazioni si riuscirebbe a costruire l’intero isolato non allontanando gli inquilini dal loro quartiere.
Gli edifici non hanno affacci lungo la strada a scorrimento veloce. La scelta deriva dalla necessità di limitare l’impatto acustico del traffico automobilistico. Per lo stesso criterio è stata frapposta tra l’edificato e la strada una barriera di alberi ad ampia chioma.
La scelta compositiva di far ricorso a l’uso di più tipi edilizi contemporaneamente ha il duplice scopo di creare gerarchie e relazioni urbane tra i corpi di fabbrica e di mettere insieme, affinché traggono reciproca vitalità, modi di abitare diversi all’interno dello stesso isolato. Gli edifici a blocco di 5 piani definiscono la quinta stradale; l’edifico a torre è un landmark; le case a patio sono in stretto legame con i giardini interni e gli spazi comuni e le funzioni commerciali ospitate a piano terra lungo la via principale; le case a schiera a due piani limitano l’intervento verso il lotto confinante su una stretta strada privata.
L’insieme è percepibile più come la somma di case unifamiliari che come un intervento a grande scala. Questo è dovuto certamente all’articolazione tipologica, ma anche a come sono stati concepiti gli spazi distributivi che definiscono ambiti ampi, pur servendo mediamente 4/5 unità, pensati anche come luoghi di sosta e arricchiti da sedute, piante e ben illuminati di notte. Lo spazio del cortile a metà tra pubblico e privato è un ulteriore elemento di forza verso la socialità. L’obiettivo di conferire alle singole abitazioni un carattere di riconoscibilità e di unicità è confermato dalla concezione delle bussole d’ingresso delle case, diverse l’una dall’altra per materiali e pattern e personalizzabili.
Al disegno delle facciate è affidato il compito di rappresentare nella scena urbana i valori che hanno ispirato l’edificio. La disposizione delle finestre pur apparendo disordinata segue rigidamente le esigenze d’illuminazione, di dimensione e di posizione dettati dalle piante. Nel gioco di apertura e chiusura destra o sinistra di ante metalliche che scorrono esternamente a filo con l’intonaco, appaiono e scompaiono campi rivestiti in clinker colorato, dando luogo a configurazioni sempre diverse. La scelta del clinker, omaggio alla tradizione milanese del secolo scorso, allude all’ambizione di stabilire una continuità con la storia della città.

 

Informazioni sul progettista
Nome dello studio
Alberto Catalano & Partners
Email
info@albertocatalanoandpartners.com
Indirizzo dello studio
Via della Boscaiola 14
Milano 20159
Italy
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