Palazzo Celtis, Selvazzano, Padova

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L’edificio progettato, a prevalente destinazione residenziale, definito in pianta da un settore di corona circolare, contribuisce per un lato a definire lo spazio della piazza e per l’altro a definire il contesto urbano circostante.
Il tutto è il risultato del disegno complessivo del Piano Particolarteggiato che governa le trasformazioni di tutta l’area, caratterizzata principalmente dall’inserimento del nuovo Istituto di Riposo per Anziani.
Il piano terra a vocazione commerciale, è stato pensato per offrire una minima dotazione di servizi al futuro sviluppo della zona.
Per mezzo del porticato lungo la piazza e grazie alle quattro penetrazioni verso il retrostante parcheggio in prossimità dei vani scala, questo si configura anche come un’estensione coperta della piazza stessa, mantenendo comunque un carattere da fronte urbano.

Il progetto dell’edificio è il risultato oltre che del suo impianto, così come previsto dal Piano Particolareggiato anche delle norme e dei Regolamenti Comunali Vigenti, con tutte le loro estensioni ed interpretazioni.
Tale contesto progettuale, planivolumetrico e normativo, diventa limite ed allo stesso tempo materiale di lavoro per lo sviluppo di una residenza di “qualità”, intesa principalmente come “qualità dell’abitare”.
Questo obbiettivo è stato perseguito tentando di applicare in modo pragmatico, alcuni elementi essenziali ma al tempo stesso semplici di “bioarchitettura”.
Per approccio pragmatico si intende l’introduzione senza nessuna ortodossia di pensiero, di criteri progettuali, architettonici e costruttivi semplici, in grado di garantire una buona vivibilità degli alloggi sia per le loro caratteristiche intrinseche che per le loro caratteristiche estrinseche, questo, lavorando principalmente nel rapporto tra interno ed esterno, in termini di ambiente costruito (sistema piazza) ed in termini di agenti climatici legati all’orientamento, soleggiamento ventilazione ecc. (sistema facciata).
Il primo obbiettivo è stato quello di far si che l’aspetto formale dell’edificio, non fosse il risultato di scelte e/o precise volontà estetiche a priori, ma il risultato di una attenta somma di elementi architettonici e materiali, in grado di creare una sorta di doppia facciata, tipica di questo tipo di architettura.
La parte più esterna, pensata per governare con dei brise-soleil di materiale metallico, l’irraggiamento solare nella parte alta delle logge e con un sistema di doghe in legno orizzontali la parte bassa dei parapetti. Questo sistema è stato integrato staticamente da un’esile struttura metallica in grado di offrire la base anche per l’inserimento di un sistema verde di facciata ad integrazione delle alberature poste sulla piazza.
Agendo così da filtro bioclimatico di facciata e consentendo di porre la vera parete di separazione tra interno ed esterno più internamente, a distanze variabili a seconda delle tipologie degli appartamenti.
La parete più interna grazie all’adeguato sistema di protezione si potrà realizzare così con materiali lignei per esterni e con delle grandi aperture vetrate in tutta altezza.
Gli ambienti interni potranno perciò beneficiare del rapporto con le qualità ambientali esterne grazie ad una adeguata mediazione e nel contempo questo consente di portare molto in profondità la luce naturale in un edificio di per se piuttosto profondo dovuto al planivolumetrico imposto.
Approfondendo alcuni aspetti del metodo progettuale usato, va evidenziato come l’introduzione di alcuni elementi di “bioarchitettura”, non significa solo l’uso di materiali come il legno, le grandi vetrate, i sistemi di filtro solare permanenti, ma anche come una serie di scelte legate alla percezione dello spazio, alla vivibilità dell’edificio stesso ed in particolare alla percezione urbana dei suoi due prospetti principali.

 

Informazioni sul progettista
Nome dello studio
GRUPPOFONARCHITETTI
Email
press@gruppofonarchitetti.it
Indirizzo dello studio
via Ospedale 9
Mestre Venezia 30173
Italy
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